Boris Asaf’ev – Preludio V

Boris-Asafiev-Prelude-5
(C) Edizioni Musicali Bèrben – www.berben.it

Boris Asaf’ev – Prelude V
da “12 Preludes for Guitar”

Cenni analitici
Il brano, scritto nella tonalità di Fa Maggiore, è costruito intorno ad un rigoroso inciso ritmico che si contrappone a degli accenni melodici su un registro medio alto sempre pronunciato in crome.
La prima sezione (B1 – B14) espone tutti gli elementi che l’autore nella seconda sezione (B15 – B34) sviluppa, anche se non in modo ampio; questi elementi sono l’inciso iniziale (B1), la cellula melodica anacrusica, la colorazione cromatica e l’uso – ritmico – della terzina.
La terza sezione , con una breve ripresa e la materializzazione della melodia anche sulla nota in levare che da armonico viene ripresentata con il rinforzo dell’ottava, si chiude con una coda (B41 – B43) e la conferma della tonalità.

Tecnica e scelte interpretative
Il contrapporsi dell’elemento ritmico (B1-B2) alla linea, poco più libera ed in crome della melodia (B3-B4) rende semplice il rilievo dei due elementi che, esposti su registri diversi, non hanno necessità di grandi interventi di timbrica o dinamica. Gli armonici di B3 e B5 sono originali: seppur il loro utilizzo non faciliti la prima esposizione della melodia, ho ritenuto opportuno mantenerne l’esecuzione che lo stesso autore in B37 e B39 sostituisce con delle ottave. L”uso che l’autore fa dei cromatismi (B8, B23, B24, B28 ecc) in veste accordale o monodica ha sempre una funzione di collante tra due contesti; alla luce di questo ho preferito non appesantirne mai l’esecuzione e nel caso di triadi ottenute sui mezzo-capotasto (B8) ho evitato l’uso del portamento del dito 1 della mano sinistra intervenendo con capotasti premuti con il dito 3 e/o 4. La chiusura della prima sezione (B13-B14) è l’introduzione del nuovo elemento (terzine) con l’uso del cromatismo sul tempo forte della battuta, anche in questo caso utilizzato per condurre alla ripresa della cellula ritmica iniziale.

La seconda sezione si apre nello stesso modo della prima ma presenta uno sviluppo orientato alla tonalità di la minore (sulla chitarra timbricamente più sonora di quella di impianto) di tutti gli elementi presentati nella prima sezione. Le triadi sono usate come rinforzo alla melodia (B17 – B19) ed con duplice ruolo di melodia e supporto armonico nelle B23-24; la melodia, prima stretta in una singola battuta, trova un piccolo spazio per la pronuncia poco più espressiva (B22-B24) e la parte che chiude la seconda sezione (B27-B34) ha come personaggio principale l’elemento della terzina in semicrome, usato quasi come evocazione di un timpano.
Il manoscritto originale riporta la dicitura “Da capo al [segno]” alla fine della B36. Il revisore non riporta questa dicitura perché nel manoscritto non è indicato alcun [Segno] di riferimento. E’ molto probabile, tuttavia che per mantenere una struttura a rondò tale segno si trovasse alla fine della misura 14. In ogni modo, ho preferito non ripetere alcune sezione.

L’ultima sezione (B35-B44) che riprende le due cellule iniziali rinforzando la seconda, quella melodica, con delle ottave, potrebbe essere eseguita con un suono più chiaro per evocare un effetto di lontananza di concetti già esposti.

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