Ferenc Farkas – Exercitium Tonale

Exercitium-Tonale-24-preludes-Ferenc-Farkas

Fu con esplicito riferimento alla raccolta dei 24 Preludios per chitarra di Manuel María Ponce che il compositore ungherese Ferenc Farkas si accinse nel 1982 a scrivere il suo Exercitium tonale. Come Ponce – ma più di mezzo secolo più tardi – Farkas accettava il recinto della tonalità – con i suoi confini e con i suoi protocolli – per un esercizio di bravura compositiva che, non potendo ammettere la minima concessione alla banalità, si prospettava difficilissimo. I 24 Preludi  composti dal maestro di Budapest, già allievo di Respighi, vanno intesi soprattutto come un saggio di perizia da parte di un autore per il quale l’armonia, il contrappunto e le forme musicali non hanno più segreti. I mille modi con i quali egli elude i procedimenti accademici e le furbizie del mestiere, implicando gli elementi delle varie tonalità senza mai esporne direttamente le parvenze più comuni e prevedibili, trovano un terreno molto favorevole nella scrittura chitarristica, di per sé stessa allusiva più che esaustiva. E Farkas, mimetizzando le sue armonie in un gioco di specchi e di rimandi, giunge spesso alla soglia del preziosismo. In un solo brano si lasciò andare – e lo fece deliberatamente – al deja entendu: il Preludio n. 12, in Fa minore, sottotitolato Cavatina – Omaggio a Donizetti, è una dolce melodia accompagnata che, nel contesto della raccolta, sembra fuggire all’indietro. Il fatto è che la richiesta di scrivere l’Exercitium tonale gli era stata rivolta a voce, in un ristorante di Bergamo alta…

English Version

English Version

It was with clear reference to the collection of 24 Preludios for guitar by Manuel María Ponce that the Hungarian composer Ferenc Farkas set to work on his Exercitum tonale in 1982. Like Ponce – but more than half a century later – Farkas took on the body of tones – with its limitations and protocols – for an exercise in compositional bravura which, without any concession to banality, was to prove to be of exceptional difficulty. The 24 Preludes by the composer who lived in Budapest and had studied under Respighi, are essentially a test in dexterity by an author for whom harmony, counterpoint and musical form held no secrets. The many ways in which he eludes academic procedures and the pitfalls of the trade, making use of the elements of the various tones without ever directly exposing their more common and predictable aspects, find fertile ground in composition for the guitar which, in itself, is more allusive than exhaustive. Also, by camouflaging his harmonies in a play of reflections and recollections, Farkas often borders preciosity. In one piece he deliberately resorted to déjà entendu: the Prelude no. 12, in F minor, subtitled Cavatina – Tribute to Donizetti, is a gentle melody with accompaniment which, in the context of the collection, seems to run away backwards. The fact of the matter is he was personally requested to compose the Exercitium tonale in a restaurant in Bergamo Alta…

[Translated by Translated.net]

Angelo Gilardino

Angelo Gilardino

Nato a Vercelli nel 1941, ha studiato nelle scuole musicali della sua città (chitarra, violoncello, composizione). La sua carriera concertistica, svoltasi dal 1958 al 1981, ha fortemente influito sull’evoluzione della chitarra quale strumento protagonista nella musica del Novecento: centinaia sono le nuove composizioni dedicategli da autori di tutto il mondo, da lui presentate in prima esecuzione. Dal 1967, le Edizioni Musicali Bèrben gli hanno affidato la direzione di quella che è poi divenuta la più importante collezione di musica per chitarra del Novecento, e che porta il suo nome. Dal 1981, ha preferito ritirarsi dai concerti per dedicarsi alla composizione, all’insegnamento e alla ricerca musicologica. Come compositore, ha pubblicato, dal 1982, la raccolta dei sessanta Studi di virtuosità e di trascendenza, definiti da John W. Duarte “pietre miliari del nuovo repertorio della chitarra”, Sonate, Variazioni , quattro Concerti multichitarristici, sedici Concerti con orchestra e numerose composizioni di musica da camera con chitarra concertante. Le sue opere sono eseguite frequentemente nelle sale da concerto di tutto il mondo, incise in dischi e programmate nei concorsi. Come didatta, ha insegnato dal 1965 al 1981 al Liceo Musicale “G.B. Viotti”di Vercelli e, dal 1981 al 2004, al Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria. Dal 1984 al 2003 ha tenuto i corsi superiori di perfezionamento dell’Accademia Superiore Internazionale di Musica “Lorenzo Perosi” di Biella. Ha tenuto circa 200 corsi, seminari e masterclasses in vari paesi europei, invitato da università, accademie, conservatori, società musicali, festivals. Per l’attività didattica da lui svolta nei programmi del Festival Internazionale della Chitarra, la città di Lagonegro gli ha conferito nel 1989 la cittadinanza onoraria. Nel 1993, l’ Università di Granada lo ha chiamato a tenere un corso in occasione delle celebrazioni del centenario segoviano. Come musicologo, ha ritrovato i manoscritti originali di lavori fondamentali del Novecento, quali le Variazioni per chitarra di Ottorino Respighi e la Sonata para guitarra di Antonio José. e ha recuperato un vasto corpus di composizioni scritte per Andrés Segovia da autori spagnoli, francesi e britannici negli anni Venti e Trenta, opere mai eseguite, che si riteneva fossero andate perdute per sempre. Ha curato la pubblicazione di tali opere nella collana The Andrés Segovia Archive, in trenta volumi, delle Edizioni Musicali Bèrben. Ha ricostruito il Concerto per chitarra e orchestra del compositore russo Boris Asafiev, pubblicato dalle Editions Orphée e ha realizzato l’orchestrazione dell’Hommage à Manuel de Falla del compositore polacco-francese Alexandre Tansman, lasciato incompiuto dall’autore. Tali recuperi e le conseguenti pubblicazioni hanno dato nuova sostanza al repertori storico della chitarra nel secolo XX. Ha inoltre realizzato versioni per chitarra e orchestra di brani storici del repertorio per chitarra sola. Dal giugno del 1997 alla fine del 2005 ha ricoperto l’incarico di direttore artistico della Fondazione “Andrés Segovia” di Linares (Spagna). Nel 1998, gli è stato conferito il premio “Marengo Musica” del Conservatorio di Alessandria. Il Convegno Nazionale di Chitarra gli ha conferito per tre volte (1997, 1998, 2000) il premio “Chitarra d’oro” rispettivamente per la composizione, la didattica e la ricerca musicologica. Nel 2009, la Guitar Foundation of America gli ha conferito l’ “Artistic Achievement Award – Hall of Fame”. Nel 2011, il Festival di Córdoba (Spagna) gli ha intitolato le sue “Jornadas de Estudio”, dedicandogli concerti e conferenze. Ha messo a punto i princìpi della scuola chitarristica di cui è fondatore in due vo-lumi sulla tecnica dello strumento. Ha pubblicato inoltre “La grammatica della chitarra”, un manuale destinato ai compositori che non conoscono lo strumento. Si è dedicato anche agli studi storici, pubblicando un Manuale di storia della chitarra, un volume intitolato “La chitarra”, un libro intitolato “Andrés Segovia – l’uomo, l’artista”, un volume sulla liuteria intitolato“Il legno che canta2″ e un considerevole numero di saggi e articoli. Non si contano le affermazioni dei suoi allievi in campo internazionale e le sue partecipazioni alle giurie dei più importanti concorsi.
Angelo Gilardino

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