Ferenc Farkas – Prelude II

Ferenc-Farkas-Prelude-2
(C) Edizioni Musicali Bèrben – www.berben.it

Ferenc Farkas – Prelude II
da “Exercitium Tonale” – 24 Preludes for Guitar

Cenni analitici
Nella tonalità di impianto di Do minore, la pagina è sostanzialmente costituita da un inciso tematico composto da sole 4 note a cui risponde ostinatamente una cellula sul registro grave. Le due due sezioni in cui è diviso, fatta salva la coda finale, sono identiche (B1 – B10 e B11 – B21) e sono unite tra loro da un breve passaggio in semicrome composto da piccoli agglomerati di 4 note congiunte (B9 – B10), disegno ripetuto anche nella coda finale ma con direzione opposta (B19-B20).

Tecnica e scelte interpretative
Il carattere della pagina, mesto e riflessivo, non lascia molti spazi a escursioni dinamiche ma grazie ad un dualismo netto esposto fin dalla prima battuta – elemento costante in tutta la composizione – è possibile dar forma ad un vero e proprio impianto timbrico che trova il limite nelle capacità dell’interprete.

L’indicazione mf sull’inciso [DO RE MI FA] che apre la B1 e il conseguente p sulla risposta che segue è una realizzazione dinamica di quanto sopra detto: più che una differenziazione di volume di suono trovo sia preferibile far sì che le due parti dialoghino tra loro alterando di volta in volta il tipo di attacco sulla corda. A tale scopo è importante seguire i valori delle pause ove indicati. Suggerisco, sempre in questa fase, un maggiore rigore ritmico nel registro basso e maggior flessibilità  sulla cellula del registro medio a cui è dato il compito di aprire le battute.

Tale flessibilità dovrebbe essere sostituita da un andamento più regolare quando il registro grave scompare e l’inciso iniziale assume un ruolo da protagonista (B7 – B8) duplicandosi e trasformandosi nel ponte (B9 – B10) che conduce alla ripresa.

La riesposizione dell’elemento iniziale in B11 dovrebbe avvenire in modo più deciso. Ho preferito, qui, abbandonare l’andamento cantabile dell’inciso superiore per dare maggior rigore e continuare a lavorare sulla timbrica. Tale attenzione al tactus ritmico può essere meno accentuata quando viene riproposta in B18 la stessa situazione della B8 e dove, per aumentare la drammaticità, ho preso la libertà di anticipare lievemente il RE al basso rispetto al DO sulla 1a corda.

Nella coda finale suggerisco un lieve accelerando e un appena tenuto sull’ultima quartina di semicrome, prima del pp finale.

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