Alfred Uhl – Sonata Classica

Uhl-Sonata-Classica

Alfred Uhl fa parte di un gruppo di compositori (Hermann Ambrosius (1897-1983); Herbert Baumann (1925); Norbert Sprongl (1892-1983); Armin Kaufmann (1902-1980) e altri), che si possono definire impressionisti austro-tedeschi. Infatti mentre Arnold Schönberg dava vita ad un nuovo modo di concepire la composizione musicale costoro non trovarono nella scuola di Vienna fonti di ispirazione e preferirono accostarsi alla matrice esotica cara all’impressionismo francese. In questo contesto si inserisce perfettamente la Sonata Classica di Alfred Uhl (1909 – 1992).

Il brano ha una storia molto particolare che inizia nel 1929, quando il compositore viennese scrive lo Scherzo (poi divenuto il III Movimento della Sonata) che Luise Walker registra per prima. Successivamente, nel 1930, vennero aggiunti gli altri movimenti e Uhl chiama l’opera complessiva semplicemente Sonata dedicandola ad Andrés Segovia.
Schott annuncia la pubblicazione della Sonata alla fine dello stesso anno (1930) ma a causa della guerra la pubblicazione non ebbe mai luogo. La corrispondenza tra Editore e Autore riprese solo nel 1967 e due anni dopo (1969) la Sonata di Uhl viene pubblicata con il titolo Sonata Classica ma con un nuovo dedicatario: Karl Scheit. Non abbiamo prove o documenti scritti ma è facile supporre che il gesto di cambiare una dedica non lasci dubbi sull’atteggiamento (mutato) del compositore nei confronti del primo dedicatario.

La Sonata Classica di Uhl era pertanto così articolata:

  • I – Vivo
  • II – Andante, molto espressivo
  • III – Allegro con brio, Tranquillo dolce
  • IV – Animato

Alla morte del compositore, Leo Witozynskyj (allievo della succitata Luise Walker) entrò in possesso, grazie ad un amico di Uhl (il chitarrista viennese Carl Dobrauz), del manoscritto autografo della composizione e oltre a scoprire che originariamente il terzo movimento di intitolava “Scherzo” scopre una nuova versione – anzi, una riscrittura completa – del IV movimento della Sonata. Il manoscritto venne reso pubblico nella rivista tedesca Gitarre & Laute nel 1999 e la Sonata ripubblicata con, in coda, la ”Neue Fassing des IV Satzes” (trad.: “Nuova versione del IV Movimento”). Nel progetto discografico Novecento Guitar Sonatas ho mantenuto l’Animato originale come IV movimento (decisamente più calzante nel contesto della Sonata) ma ho incluso anche la prima registrazione di questo nuovo finale il cui manoscritto mi è stato gentilmente messo a disposizione dal collega tedesco Andreas Stevens.

Il primo movimento della Sonata Classica (“Vivo”) inizia con l’esposizione diretta, senza preamboli, del tema principale di carattere incisivo dove i plaqué hanno un ruolo di marcare a fuoco la pulsazione vivace della linea melodica. L’elemento accordale si trasforma presto in tenui triadi sulle quali è costruito un nuovo discorso musicale su un registro più acuto del tema iniziale. La sezione serve a portare al secondo tema dove l’elemento accordale riprende il suo ruolo di contrasto con la linea melodica (ora monodia) che ad ogni intervento amplia significativamente la dimensione degli enunciati. Ad un breve ponte segue la ripresa del tema stavolta esposto ad un’ottava inferiore, operazione utilissima per la creazione di un breve ma efficace fugato a cui segue lo sviluppo vero e proprio dei materiali finora esposti. In questo, drammatiche sezioni accordali si intersecano con ampi slanci monodici e di grande cantabilità e l’uso delle triadi è riproposto in veste melodica. La seconda parte, che inizia con la ripresa del primo tema, è meno ricca della prima e propone di fatto un agglomerato di episodi già esposti con un breve coda finale.

Il secondo movimento (“Andante, molto espressivo”) è diviso in due parti ciascuna delle quali ha due facce. La prima è contraddistinta dal sonnolento procedere di una cellula che, da sola, regge la pulsazione (quasi un respiro) della melodia principale. La seconda abbandona l’originalissima struttura ritmica e procede con l’enunciazione di un secondo episodio nel quale viene adoperato un pedale prima al registro basso, poi in forma accordale (ancora di triade). La seconda parte non fa altro che riprendere specularmente la prima con delle piccole variazioni alle tematiche già esposte.

Il terzo movimento (“Allegro con brio”, originariamente “Scherzo”) è una pagina costruita su due differenti e contrastanti sezioni. La prima di spirito vivace con rimandi ad atmosfere ispaniche e con una linea melodica che, intervallata a pulsazioni scandite da accordi pieni (forse in un’auto-citazione dal primo movimento), è quasi un divertimento. La seconda sezione (“Tranquillo, dolce”) è invece un riflessivo momento musicale nel quale il basso – scheletrico – sostiene una morbida sequenza di accordi in cima ai quali è sostenuta il canto. Il movimento si chiude con la ripresa della prima sezione.

L’Animato che segue, quarto movimento della Sonata, si presenta con agili scale e sporadici interventi dei bassi a delinearne lo stampo armonico. Segue la parte “più mosso”, cuore del brano, con un fine congegno ritmico che, sapientemente accostato alla fluente prima parte, assume un peso specifico maggiore di quello effettivo grazie all’uso di sincopi accentate all’inizio di ogni nuovo elemento. Segue la ripresa dell’”Animato” iniziale che conduce ad una nuova sezione di stampo virtuosistico (nel senso tecnico-meccanico del termine) con scale e una non facile, seppur breve, sezione di accordi ribattuti rapidamente che portano al “poco stretto” della chiusura.

La traccia che segue (“Allegro”) è – come già sopra specificato – una nuova versione (una riscrittura completa) del IV Movimento della Sonata. Ha la struttura di un rondò in quattro parti dove un elemento tematico molto semplice (basato in buona sostanza da accordi accompagnati da un basso in controtempo) introduce sempre sviluppi e vere e proprie metamorfosi di elementi ritmici, melodici ed armonici. Dopo la prima esposizione segue la prima parte nella quale abbiamo la presentazione di alcuni “personaggi” musicali che ricompariranno successivamente modificati (brevi scale puntate, esasperazione del disegno iniziale ecc.). Nella seconda parte, quella centrale del brano, vengono esposti due diversi episodi entrambi caratterizzati dalla linea del canto che sovrasta prima piccoli accordi staccati, poi veri e propri rasgueados su tutta la cordiera. La terza parte riprende alcuni elementi della seconda e ne accenna degli sviluppi senza mai condurre a nuove mete. La parte finale è in realtà una coda nella quale vengono appena accennati tutti gli elementi caratterizzanti la pagina per trarne un finale, tutto sommato, inferiore a quello originariamente scritto.

Anteprima del Primo Movimento
(C) 2014 BRILLIANT CLASSICS

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